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Si riapre il sipario del Teatro Galli: al via i rilievi sull’antica tela di Coghetti

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E’ iniziata venerdì scorso con le operazioni di apertura e dispiegamento, la campagna di rilievi e di indagini sull’antico sipario del Teatro Galli, una preziosa tela ad opera di Francesco Coghetti che sarà oggetto di un attento lavoro di restauro per tornare a mostrarsi al pubblico all’interno del teatro polettiano attualmente in ricostruzione. Con l’apertura della tela avvenuta nella sede comunale di via della Gazzella, si è dato il via ad una serie di analisi che consentano di definirne lo stato di conservazione: sulla scorta dei rilievi effettuati e dei dati emersi dalle indagini di laboratorio, in accordo con le competenti Soprintendenze, sarà poi elaborato un progetto di restauro con lo scopo di ricollocare la preziosa tela all’interno del Teatro Galli.

Opera di Francesco Coghetti, fu aperto l’ultima volta 21 anni fa

Quando nel 1857 fu inaugurato il Teatro Amintore Galli – progettato da Poletti e costruito tra il 1843 ed il 1856, allora chiamato Nuovo Teatro Comunale – i riminesi poterono ammirare per la prima volta il magnifico sipario opera di Francesco Coghetti raffigurante una scena evocativa del Passaggio del Rubicone. Il pittore, scelto da Poletti stesso, eseguì l’opera a Roma ed il trasporto fino a Rimini dell’enorme sipario non fu impresa facile tanto che fu necessario “piegarlo nel mezzo e separarlo dalla frangia inferiore poiché a rotolarlo tutto steso dava una lunghezza maggiore di 15 metri impossibile a svilupparsi nelle acute voltare delle vie”.

Il sipario riscosse sin da subito un grande successo. Fu infatti giudicato “opera eccellente” e considerato uno tra i più bei sipari dipinti, paragonandolo ad un “prezioso quadro da Galleria”.

All’inizio dello spettacolo, la tela, come veniva chiamata allora, si alzava dal basso verso l’alto, scoprendo la parte inferiore del palcoscenico. A fine spettacolo si “calava il  sipario” dall’alto verso il basso.

Solo nel 1923, in seguito alla introduzione della buca d’orchestra, fu aggiunto un sipario in velluto ad apertura orizzontale dal centro verso i lati, come voleva la nuova moda dell’epoca. In un primo tempo il sipario in velluto, aprendosi, scopriva il vecchio telone considerato “di gala”. Poi a poco a poco l’uso del telone venne abbandonato mantenendo esclusivamente il sipario in velluto.

La tela a noi giunta, delle dimensioni di 11,30 x 14,70 metri e raffigurante Giulio Cesare al passaggio del Rubicone, è composta di 19 tele cucite le une alle altre verticalmente. Nel 1938 l’enorme scena fu oggetto di un restauro a cura di Enrico Panzini.

Durante la II Guerra Mondiale il Teatro Galli fu gravemente danneggiato ed il suo palcoscenico totalmente distrutto, ma il sipario, per quanto non in buone condizioni fu recuperato tra le macerie e nascosto dal custode Aldo Martinini nella vicina San Marino.

Il dipinto è rimasto arrotolato per circa mezzo secolo su di un rullo ligneo nei depositi del Museo Civico di Rimini fino al 1995, anno in cui fu srotolato con sponsorizzazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna sotto la supervisione della Soprintendenza e del restauratore Adele Pompili.

Poi il sipario fu nuovamente riavvolto per essere conservato all’interno di un contenitore ligneo.

Dall’analisi effettuata nel 1995 il dipinto presentava un accentuato stato di degrado nella parte superiore, con presenza di grandi strappi, lacerazioni, mancanza di tela, vaste cadute di colore, deformazioni ed ondulazioni della tela di supporto e analoghi fenomeni  di più limitata estensione sul lato destro della grande tela.

Il dipinto risultava quasi completamente coperto di sporco superficiale uniti a muffe ed a talco industriale e per questo, fu difficile stabilire esattamente lo stato di conservazione della pellicola pittorica. In questi 21 anni lo stato di conservazione della tela ha subito verosimilmente alcune evoluzioni, che saranno oggetto delle prossime analisi.

Ricostruzione del Teatro Galli: concluse le indagini archeologiche, proseguono i lavori di costruzione delle strutture della sala

Intanto proseguono a pieno ritmo i lavori di ricostruzione del teatro. Le indagini archeologiche nell’area del futuro palcoscenico del teatro sono concluse e sono iniziati gli ulteriori lavori di scavo di sbancamento con mezzi meccanici. Nelle prossime settimane saranno eseguite le opere di fondazione dei due piani interrati del corpo relativo alla torre scenica.

Nella parte corrispondente la sala del futuro teatro sono state ultimate le strutture in conglomerato cementizio armato gettate in opera dei quattro “nuclei” in cui sono posizionate i corpi scala.

Sono inoltre state terminate le opere strutturali inerenti le zone dei corridoi e dei palchi di sala. A breve è prevista la realizzazione delle travi di copertura. Queste opere, che si completeranno prima dell’estate, consentiranno di percepire la configurazione volumetrica della parte del teatro relativa alla sala.

(Credit foto: Giuliano Mami – gm59photo)

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