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Amarcord conquista Venezia, Tornatore ne monta gli inediti. Domani sera a Rimini l’anteprima nazionale

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A pochi giorni dalla prima mondiale al festival di Venezia, martedì 8 settembre la nuova versione restaurata di Amarcord, approda al Teatro Novelli (ore 21, ingresso libero), per poi tornare a circolare nelle sale di tutta Italia, portando ovunque l’immagine, il sogno e la bellezza di Rimini. Una versione arricchita da una montata dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, che ha firmato il montaggio di provini, tagli e doppi ritrovati durante l’operazione di restauro.

Amarcord alla Mostra del cinema di Venezia

Sabato scorso, in anteprima mondiale, sugli schermi del Lido ha ripreso nuova vita, nella versione restaurata, la schiera stralunata dei personaggi di Amarcord di Federico Fellini: lo zio “pataca” e la Volpina, la tabaccaia e Calzinazz, Scureza ad Corpolò e la Gradisca. Restituite alla brillantezza delle loro tinte originarie e ripulite dalle scorie del tempo, quelle figure oramai leggendarie hanno incantato, divertito e commosso il pubblico del festival, che ha gremito, nel pomeriggio sala Volpi, poi in serata, sfidando il freddo e la pioggia, il giardino del Casinò. Un restauro complesso, condotto dal laboratorio dell’”Immagine ritrovata” e che “non avrebbe visto la luce – ha sottolineato  il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli – senza la collaborazione della famiglia Cristaldi e senza la generosità e lungimiranza di yoox.com e del Comune di Rimini”, rappresentato, nell’occasione, dal Sindaco Andrea Gnassi e dall’Assessore alla Cultura Massimo Pulini. A introdurre le proiezioni sono intervenuti il premio Oscar Giuseppe Tornatore e Bruno Zanin, l’interprete di Titta, il protagonista ispirato all’amico di Fellini, Luigi Benzi. “Lavorare su questo materiale sorprendente – ha detto Giuseppe Tornatore – è stato come avere il diritto di rovistare nell’armadio di uno zio che ha lasciato la casa aperta”.  

Immagini, benché deteriorate, bellissime e mute a cui il regista di Nuovo cinema Paradiso si è accostato con la curiosità dello spettatore più ingenuo e che ha assemblato in pochi giorni recuperando le registrazioni degli effetti sonori originali realizzati dal mitico rumorista di Cinecittà, Renato Marinelli: la sirena del Rex, il vento, il mare. Otto minuti di montaggio che “sono – ha continuato Tornatore” – la testimonianza della mia riconoscenza per Federico e del mio affetto per questo film”; una clip che mostra provini, come quello di Magali Noël; alcuni primi ciak, che ancora portano il titolo inizialmente pensato de Il borgo; scene girate ma poi tagliate o accorciate, forse perché ritenute un po’ troppo audaci; dietro le quinte che lasciano intravvedere la capacità di Fellini di coinvolgere attori e assistenti nell’atmosfera magica del set. Un repertorio di materiale grezzo e inedito – oltre 30 ore – di cui questo montaggio è solo un assaggio.

Il sindaco Gnassi: “Amarcord fa parte del patrimonio d’arte che l’Italia ha regalato al mondo”

“L’Italia nei secoli ha regalato al mondo opere d’arte straordinarie e Amarcord è una di queste – commenta il sindaco Andrea Gnassi – Proteggere dunque Amarcord e restituirlo nel pieno della sua bellezza era un atto dovuto, perché si tratta di un patrimonio che il nostro Paese ha dato al mondo. Abbiamo avuto l’occasione di presentare questa operazione in un contesto internazionale d’eccezione, come il festival di Venezia, e ancora una volta è stata chiara la potenza di Amarcord: un’opera che più di altre sa raccontare la nostra identità, la nostra terra, ne trasmette l’anima e la rende simpatica. Il nostro dialetto, le atmosfere di un borgo di provincia, sono stati resi universali dal talento immenso di FedericoFellini, diventando un patrimonio collettivo. Siamo dunque orgogliosi di essere stati tra coloro che hanno contribuito al compimento di questa importante operazione, resa possibile grazie alla Cineteca di Bologna e al contributo di un partner attento come yoox.com. Una sinergia di pubblico e privato che deve essere preso da esempio: mi auguro che il tessuto imprenditoriale riminese sappia, già nel prossimo futuro, cogliere le occasioni per poter sostenere il patrimonio di arte e cultura che abbiamo nel nostro territorio e che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare”.

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