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E’ Rimini la provincia in regione con il minor numero di trasformazioni catastali in ruderi

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Rimini è la provincia dove, tra il 2011 e il 2014, si registra il numero più basso in regione di fabbricati iscritti in catasto come “ruderi”, la categoria che non avendo una rendita catastale può godere di un regime di tassazione inferiore, se non essere considerato addirittura esente.

Un fenomeno che questa mattina il quotidiano economico ‘Il Sole 24ore’ analizza, fotografando la situazione su tutto il territorio nazionale  che in generale registra un forte aumento pari al 56%.

La provincia di Rimini, invece, con le 635 unità immobiliari passate in F/2, si attesta su una variazione, nel triennio analizzato, molto inferiore, pari al 37,7%, la più contenuta a livello regionale. A semplice titolo comparativo, Ravenna ha avuto una crescita del 140,9%, Forlì-Cesena del 67,6, Bologna del 77,5

“Sicuramente – ha commentato l’assessore alle Politiche finanziarie Gian Luca Brasini – nel rapporto con alcune delle altre provincie dell’Emilia – Romagna hanno inciso fortemente i danni a seguito del terremoto del 2012, così come il riassorbimento progressivo delle cosiddette ‘case fantasma’; ma, tenendo per buona la lettura del quotidiano economico, penso anche che, nel panorama regionale, un ruolo importante l’abbia avuto una pressione fiscale meno impattante sulla casa da parte dei Comuni della provincia di Rimini.

Ricordo che nel periodo esaminato, come Comune di Rimini, siamo riusciti a ridurre il gettito proveniente dalla tassazione sugli immobili e a non gravare proprio sulle seconde case, i negozi e i capannoni, riducendo l’aliquota degli immobili produttivi rispetto a quella ordinaria, non applicando la TASI, che sarebbe gravata anche sugli affittuari, così come abbiamo deciso di non tassare gli immobili invenduti, allo scopo di non pesare sulla situazione critica in cui si ritrovano le imprese edili. Va detto, a completamento del ragionamento, che il lavoro fatto negli anni scorsi dal Comune di Rimini sull’emersione delle ‘case fantasma’, ha probabilmente consentito una regolarizzazione della situazione, anticipata rispetto agli altri territori e al periodo analizzato dal ‘Sole 24ore”.

Mentre la media nazionale si attesta su una variazione del 56% sul 2011 dei fabbricati degradati con un balzo da 278.000 a 434.000, la maggior crescita in regione è avvenuta nelle provincie colpite dal terremoto nel 2012, ovvero a Ferrara (+289%), Modena (+ 161%), Parma (+ 149%), Piacenza (+164%), Reggio Emilia (+65%). Minori le variazioni registrate nelle altre provincie come Bologna (+77,5%), Forlì – Cesena (+67%), Ravenna (+140%).”

 (Fonte immagine: panoramio.com)

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