Pubblicità

Gli scavi archeologici al Teatro Galli: uno spettacolo di storia

0

Si è aperta con la presentazione in anteprima del video scientifico-divulgativo che, attraverso riprese video e ricostruzioni virtuali, ha documentato quanto rinvenuto nel corso delle campagne di scavi archeologici, la conferenza stampa con cui la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna e il Comune di Rimini hanno reso noto i risultati della campagna di scavi archeologici effettuata nell’area di cantiere del Teatro Galli, conclusa nei giorni scorsi.

Un video che, come in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, fa scoprire le trasformazioni che questa porzione di città ha subito. Dal XIX Secolo d.C. con la realizzazione del Teatro, al XVII-XVIII Secolo d.C. con la presenza dei Forni, passando per il quartiere medioevale del XIV-XV Secolo d.C. ed il Sepolcreto Urbano del VII-IX Secolo d.C., fino a giungere ad una Domus Tardo Antica del IV-V Secolo d.C. ed a una Domus Imperale del III Secolo d.C. E poi ancora, questa volta con l’ausilio delle immagini e del racconto del Soprintendente Luigi Malnati e dell’archeologa Renata Curina, La storia della Città fino al momento della sua fondazione nel III sec. a.C..

“Nel progetto di sviluppo della Città verso il futuro – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, presente alla conferenza stampa insieme all’assessore alla Cultura Massimo Pulini – stiamo rimettendo al centro il cuore antico di Rimini. I cantieri aperti per la rigenerazione della città sono così diventati un’occasione unica per riscoprire e rimpossessarci della nostra storia e della nostra identità. Qui col cantiere del teatro Galli, ma anche con gli scavi archeologici in corso in tanti dei cantieri aperti nella città, al complesso del Leon Battista Alberti, ad esempio, dove solo un paio di giorni fa abbiamo approvato una campagna di valorizzazione della parte archeologica, o in piazza Malatesta ai piedi di Castelsismondo, o nell’area di Acquarena, o ancora nel Borgo San Giuliano, attorno al Ponte di Tiberio, con la riqualificazione dell’invaso, del canale, del parco, o col nuovo Visitor Centre della Rimini Romana che verrà aperto martedì prossimo nella chiesa di Santa Maria ad Nives in corso d’Augusto.

Mai come oggi – ha proseguito il Sindaco Gnassi – è in atto un processo sistematico di valorizzazione della Rimini Romana. Dopo la grande overture del 2007 con l’apertura della domus del Chirurgo, si è fatta finalmente strada la consapevolezza che Rimini ha una storia non solo recente ma grande e importante, sia per la sua riscoperta sia per ciò che riguarda il suo valore identitario.”

“Un’occasione anche per la Soprintendenza – ha detto Luigi Malnati, Soprintendente Archeologo dell’Emilia-Romagna, che ha voluto essere personalmente presente assieme all’archeologa Renata Curina che ha seguito, passo dopo passo, la campagna di scavi – per il ruolo che Rimini ha avuto nella storia nazionale, quando, tra il III e il II secolo avanti cristo la Provincia Ariminum era considerata una capitale a nord degli Appennini. Ed oggi, grazie a questi scavi compiuti con le metodologie dell’archeologia moderna, di quella storia possiamo capire di più, proprio come in un viaggio a ritroso nel tempo capace di restituirci l’immagine di una città romana che non avevamo.”

Gli scavi archeologici al Teatro Galli: uno spettacolo di storia

Il complesso progetto di recupero e restauro del Teatro Galli è stato avviato da svariati anni dal Comune di Rimini e ha visto il diretto coinvolgimento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le Soprintendenze di settore (Archeologia e Belle Arti e Paesaggio).

I lavori in progetto hanno fornito una straordinaria opportunità per indagare in modo approfondito un ampio settore della città di Rimini, aprendo un’importante finestra nella sua storia, dalle fasi più antiche e legate al momento della sua fondazione nel 268 a.C., alla crisi politico-economica che investe la colonia in età tardoantica, dall’isolato medievale alla sua demolizione per far spazio alla costruzione dell’imponente e articolata Rocca voluta da Sigismondo Malatesta, alla costruzione dei forni; tutto ciò a testimonianza di una città che cresce su se stessa e si evolve nel corso dei secoli.

Gli scavi archeologici hanno interessato le aree sottostanti la platea, il golfo mistico, il palcoscenico e i vani laterali che affacciano sulla piazza e su via Poletti.

Di grandissimo interesse sono risultati i rinvenimenti relativi alle fasi più antiche della colonia, o addirittura precedenti la fondazione stessa; gli scavi hanno riportato in luce, infatti, un esteso edificio realizzato con una modalità che prevedeva un largo impiego del legno, soprattutto per quanto riguarda la struttura portante: grossi pali di quercia, che dovevano sorreggere la copertura e rendere più solide le pareti, sono stati trovati ancora infissi nel terreno a testimonianza della particolare tecnica costruttiva. Le analisi dendrocronologiche previste daranno chiare informazioni sul momento preciso in cui i legni furono tagliati per realizzare la casa o le case della colonia.

Altrettanto importanti le fasi età imperiale: resti di murature, frammenti di intonaco affrescato nei classici colori rosso, giallo, bianco, di pavimentazioni a mosaico e a cocciopesto restituiscono il quadro di un quartiere articolato in più edifici – ne sono stati infatti individuati quasi sicuramente due – case a destinazione residenziale, proprietà di cittadini appartenenti ad un ceto medio-alto; al IV secolo d.C. risale la costruzione di un grande edificio che si sostituisce alle precedenti domus; significativa la costruzione di una vasta aula absidata, la cui originaria funzione non è ancora del tutto chiarita.

A testimoniare la trasformazione della città con un diverso uso degli spazi urbani sono invece una serie di sepolture, in alcuni casi con oggetti di corredo, collegate alla presenza della Cattedrale di Santa Colomba nelle immediate vicinanze. Alla città romana si sostituisce la città altomedievale e medievale con le sue abitazioni, gli spazi comuni, le strade, un quartiere  che verrà quasi completamente abbattuto per lasciare sufficiente spazio e aree libere alla costruzione della Rocca malatestiana.

Le indagini archeologiche, si sono svolte sotto la direzione scientifica di Renata Curina, archeologa della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna e sono state eseguite dalla Cooperativa Archeologia e dalla Società Akanthos, operando sempre in stretta collaborazione con la Direzione Lavori. Il progetto di ristrutturazione del Teatro, a seguito degli importanti rinvenimenti archeologici, prevederà anche un progetto di valorizzazione di parte delle strutture rinvenute al di sotto della platea, di apparati didattici, multimediali e forme di divulgazione scientifica.

Il video

Nei prossimi giorni sarà pubblicato online sui canali social del Comune di Rimini il video scientifico-divulgativo, che attraverso riprese video e ricostruzioni virtuali documenta quanto rinvenuto nella zona della torre scenica nel corso delle campagne di scavi archeologici preliminari e propedeutiche alla realizzazione del Teatro Amintore Galli, svolte tra il 2012ed il 2014. Commissionato dal Comune di Rimini, sotto la Direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia di Bologna, il video è stato realizzato dalla ditta Akanthos di Cesena

2edificio-legno-con-foto copia3domus-imperiale-con-foto copia

scavi archeologici teatro galli conf stampa 2

Share.

About Author

Leave A Reply