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Il Comune ordina la chiusura dell’ Hotel Nicaragua

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Con propria disposizione, il Comune di Rimini ha ordinato la chiusura dell’ Hotel “Nicaragua” di Viserba.

Un provvedimento assunto dopo che i sopralluoghi effettuati dal Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl e della Polizia municipale di Rimini avevano evidenziato come la proprietà non avesse provveduto al ripristino delle carenze, sia igienico sanitarie che dei requisiti per la classificazione, già precedentemente riscontrate e contestate.

Dalle relazioni degli operatori emerge infatti come nulla fosse cambiato da aprile, quando un primo provvedimento di chiusura fu sospeso per consentire alla proprietà di provvedere affinché la struttura ricettiva fosse conformata alle normative vigenti.

Dai sopralluoghi effettuati da Ausl e Pm nelle scorse settimane emerge infatti come le condizioni complessive della parte esterna continuassero ad apparire fortemente degradate; la hall continuasse a non essere utilizzabile così come non erano disponibili alla clientela dotazioni comuni quali televisore, telefono e servizi igienici; il servizio di ricevimento e di portineria informazioni non fosse attivo; le parti comuni interne apparissero in più punti ammalorate; all’interno delle unità abitative venisse rilevata la presenza di porte d’ingresso non integre o sommariamente riparate, finestre con vetri rotti, cucine prive di aspirazione, termosifoni arrugginiti, docce senza tenda o box, plafoniere rotte, mobilio vetusto o rotto, materassi non ignifughi, tapparelle rotte o mancanti. Continuava poi a non essere effettuato alcun cambio di biancheria così come non veniva effettuata la pulizia degli alloggi né la struttura appariva attrezzata per accogliere disabili.

Per queste ragioni, con provvedimento del dirigente del Suap del Comune di Rimini, è stata così disposta la cessazione dell’attività ricettiva alberghiera dell’albergo Nicaragua sito a Viserba in via Ghelfi 1.

Un divieto che decorrerà dall’ottavo giorno successivo alla notifica del provvedimento, così da consentire alle persone alloggiate di trovare un nuovo esercizio ricettivo dove risiedere. Un’eventuale inottemperanza, oltre a costituire oggetto di comunicazione alla Autorità giudiziaria per contravvenzione all’art. 650 del Codice penale, comporterà altresì l’esecuzione d’ufficio nell’eventualità anche con l’impiego della forza pubblica.

“Il provvedimento – ha commentato l’assessore alle Attività economiche Jamil Sadegholvaad – giunge al termine di un iter che ha coinvolto vari uffici e vari enti (l’Ausl per prima), durante il quale è stata data la più ampia possibilità e tempo alla gestione per mettersi in regola con norme e leggi. Ciò non è avvenuto e dunque, con il prioritario obiettivo di tutelare gli ospiti, ora interveniamo.

Non fa certo piacere – ha concluso l’assessore Sadegholvaad – ma si tratta appunto di salvaguardare i turisti e, se mi si permette, anche l’immagine di un sistema ricettivo sano, che da oltre mezzo secolo fa scuola in Italia e nel mondo. E la fa da sempre per la sua cordialità, la sua disponibilità e per l’ottimo rapporto tra qualità e prezzo”.

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