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Il Consiglio comunale approva il Rendiconto di gestione 2014

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“Un’amministrazione comunale – ha detto l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini a chiusura del voto che, con 17 voti favorevoli e 6 contrari, ha approvato il Rendiconto di gestione 2014 nella seduta del Consiglio comunale di ieri sera – non può che essere soddisfatto dell’approvazione di un Rendiconto di gestione 2014 che come risultato porta a consuntivo economie di bilancio di oltre 6 milioni. Per l’esattezza 6.889.871,42 milioni di euro che saranno utilizzati a copertura dell’ampio programma d’investimenti in opere strategiche previste per il 2015.

E’ grazie al frutto di questa oculata politica di spesa e di una programmazione attenta delle entrate – ha continuato l’assessore Brasini – che potremo proseguire anche nel prossimo futuro con quella politica degli investimenti che ha chiuso con un ammontare di opere pubbliche finanziate a consuntivo di 43,52 milioni di euro, garantendo la totale copertura degli investimenti preventivati per la prima volta dopo diversi esercizi finanziari.

Risultati raggiunti in un anno particolarmente complicato – ha proseguito l’assessore – soprattutto alla luce delle incertezze normative che per mesi non ci hanno permesso di avere il quadro chiaro e definito delle risorse e degli strumenti a nostra disposizione.

Nubi che purtroppo non spariscono dall’orizzonte, tutt’altro. Proprio una settimana fa, infatti, è stato pubblicato sul sito del Viminale l’ammontare ‘Comune per Comune’ del taglio dal fondo di solidarietà comunale che per Rimini significa 4,8 milioni di euro in meno. Con questa ulteriore e improvvisa decurtazione la cifra totale dei tagli statali alla nostra comunità, da quando ci siamo insediati nel 2011, arriva a 27 milioni di euro, in appena quattro anni. Una cifra enorme, ma ancor più enorme, anzi abnorme, è il criterio con cui questi tagli vengono decisi dallo Stato: non premiando la maggior efficacia amministrativa, tutt’altro, perché l’abominevole criterio applicato dallo Stato colpisce proprio là dove questa efficacia ha prodotto i suoi effetti migliori: tenendo bassa la pressione fiscale come noi abbiamo fatto mantenendo le aliquote Imu applicate nel 2012 e nel 2013, confermando tutte le agevolazioni; non applicando l’Iscop; mantenendo l’addizionale IRPEF allo 0,3% con fascia di esenzione per le fasce di reddito più deboli. A fronte di questo sforzo lo Stato non premia, anzi, applica un criterio che in soldoni si può tradurre: “tu hai la possibilità di spremere i tuoi cittadini e le tue imprese? Bene, lavora sulle tue leve tributarie, io Stato, da parte mia, mi preoccupo di tagliare i trasferimenti”.

Un quadro preoccupante, dunque, che renderà ancor più complesso proseguire lungo la strada intrapresa e perseguire gli obiettivi di mandato nell’ottica di equità fiscale e tutela delle fasce più deboli. Il fatto che finora ci siamo riusciti, supplendo con l’ottimizzazione dei servizi, con la riorganizzazione del lavoro, con una efficace spending review alla ‘scomparsa’ di oltre 27 milioni di euro che ci erano dovuti dallo Stato, non significa che la corda possa essere tirata all’infinito”.

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