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Mobilità sostenibile: con l’approvazione delle linee guida inizia il cammino per dotare la città del proprio piano urbano

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In una delle ultime sedute dei giorni scorsi, la Giunta comunale ha approvato le linee guida per la realizzazione del Piano urbano della mobilità sostenibile.

E’ stato partendo da un’approfondita analisi della realtà attuale della mobilità urbana e delle reti e servizi di trasporto che si è giunti all’approvazione di un atto che avrà la funzione di essere la base di quel processo partecipativo e di confronto con la città per giungere alla definitiva approvazione di questo strumento di pianificazione. Il Piano avrà infatti il compito di definire, su una scala temporale ampia di almeno 10 anni, le migliori strategie per soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese nelle aree urbane, migliorando la qualità della vita nella città. Come tale è naturale il suo collegamento agli strumenti di programmazione come il Piano Strategico e il Piano strutturale comunale, raccogliendo così spinta dell’Unione Europea che nella nuova programmazione dei fondi (l’Asse 4) ha inserito le misure per la promozione della mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Le linee guida del Pums approvate prendono avvio dall’analisi sia della viabilità cittadina, sia del sistema del trasporto pubblico locale, nonché della mobilità di tipo pedonale e ciclabile. Un’analisi della realtà per giungere alla creazione di un sistema urbano della mobilità che persegua una serie d’obiettivi prioritari e indispensabili. Tra questi garantire un’elevata accessibilità alla città mediante l’ottimizzazione dell’offerta e l’integrazione dei diversi sistemi di trasporto pubblico e privato; promuovere e incentivare il rinnovo del parco veicolare privato; incrementare l’attrattività del trasporto pubblico; ridurre la dipendenza dal mezzo privato motorizzato, a favore di modi di trasporto a minore impatto; facilitare l’intermodalità, a partire dall’integrazione tra trasporto ferroviario e TPL; migliorare le condizioni di sicurezza, curando in maniera particolare le aree urbane e la protezione degli “utenti deboli” e riducendo sia il numero degli incidenti, sia il numero di feriti e dei decessi; ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, le emissioni di gas serra ed i consumi energetici; incrementare gli spostamenti pedonali e ciclabili, sia per ragioni di lavoro che per il tempo libero, nelle distanze comprese fino a 5 km; migliorare l’efficienza e l’economicità del trasporto e della consegna delle merci.

Le linee guida del Piano della mobilità sostenibile

In particolare, l’analisi dell’assetto territoriale evidenzia come lo sviluppo economico della città abbia portato nel corso degli anni a privilegiare l’infrastrutturazione della direttrice Bologna-Rimini-Bari, sia con l’Autostrada A14 per i trasporti stradali che con la direttrice Adriatica per i trasporti ferroviari. Infrastrutture che con la propria presenza continuano a determinare un forte condizionamento della città, ulteriormente accentuato dalle ulteriori “fratture” territoriali dovute alle dinamiche alla base dell’industria turistica che caratterizzano gran parte della costa Adriatica, ovvero la creazione di piccole frazioni e nuclei ove l’offerta turistica possa svilupparsi in sostanziale autonomia rispetto al centro identitario della città.

Una città, come emerge dall’analisi dei tassi di motorizzazione dell’Aci, che si caratterizza nella regione per l’alto numero del numero dei motocicli (31.369 nel 2014), pari a 23,3 motocicli (58,6% nella categoria fino a Euro 2, 41,4% in Euro 3) ogni 100 abitanti, contro una media regionale del 12,2%. Alto, anche se di poco inferiore alla media regionale (66,1%) il tasso di autoveicoli per numero di residenti a Rimini (64,1%).

Per quanto riguarda la mobilità sistematica i dati evidenziano poi come componente fondamentale sia lo spostamento casa – lavoro o casa – scuola, capaci di generare oltre 70.000 spostamenti giornalieri dei quali oltre 12.000 diretti in altri comuni.

Le linee guida procedono poi nell’analisi della mobilità turistica, dei residenti e dei turisti sia giornalieri che pernottanti; la distribuzione urbana delle merci, sia logistica industriale che d’approvvigionamento dei punti vendita o della ristorazione. Particolare attenzione è dedicata poi all’assetto attuale delle reti e dei servizi, come quelli legati all’autostrada e alla rete stradale extraurbana; alla rete stradale urbana (fortemente caratterizzata dal susseguirsi delle diverse fasi storiche di sviluppo della città); alla rete dei parcheggi e delle aree per la sosta; alla rete degli itinerari ciclabili; alla rete dei servizi ferroviari e del trasporto pubblico locale.

Un’analisi approfondita da cui emerge come le maggiori attenzioni debbano essere orientate verso la risoluzione dei livelli d’inquinamento da traffico, dove la presenza del PM10 rappresenta, pur in una situazione di sostanziale miglioramento, una forte criticità per il territorio e dell’incidentalità, dove il dato confortante è che Rimini, con un tasso di lesività pari a 125,1 (è 137 quello regionale, 145,2 negli altri comuni con almeno 20.000 abitanti) sia stata tra le città della Regione Emilia Romagna a ottenere nel 2014 i risultati più confortanti.

E’ da questo quadro che le linee guida del Piano urbano della mobilità sostenibile individuano una serie di proposte e progetti di natura urbanistica o trasportistica capaci di incidere e modificare gli attuali assetti; si tratta in alcuni casi di progetti da tempo in discussione e già inseriti nel documenti programmatori, o di proposte più recenti, ancora da approfondire in termini di fattibilità.

Tra questi il Parco del Mare ad esempio, con la trasformazione del lungomare in un parco urbano; la pedonalizzazione del Ponte di Tiberio, per preservarlo dal deterioramento provocato dal traffico dei veicoli motorizzati e valorizzarne l’attrattività turistica; la complanare all’A14 in variante alla SS16 (30.000 veicoli ogni giorno) e agli altri progetti di collegamento come le tre rotatorie in fase avanzata di progettazione; la linea del Trasporto rapido costiero; la distribuzione delle merci nel centro storico, San Giuliano e Marina centro; lo sviluppo della rete ciclabile denominata “Bicipolitana”, il progetto parte della rete ciclabile urbana, capace d’organizzare sul territorio la maglia dei percorsi ciclabili dividendoli gerarchicamente e classificandoli per importanza, richiamando così l’idea di una metropolitana, viene intesa come un nuovo modo di vedere i percorsi ciclabili all’interno della città.

Contenute nelle linee guida anche alcuni modelli della mobilità urbana nel medio e lungo periodo che saranno oggetto del confronto progettuale ma che già da ora è possibile avviare una prima valutazione comparativa, intanto iniziando dalla costruzione di scenari da cui il Pums non dovrebbe prescindere: il progressivo aumento dei veicoli ad alimentazione elettrica o ibrida in sostituzione di quote del parco veicolare circolante, per la stragrande maggioranza attualmente spinto da motori a scoppio; l’estensione progressiva di regole più condizionanti rispetto al limite di 50 km/h su tutta la rete stradale urbana (eccetto gli assi di scorrimento e/o di attraversamento urbano); lo sviluppo delle rete ciclabile, per creare una diffusa abitudine all’uso della bicicletta negli spostamenti urbani con l’obiettivo di coprire con itinerari in sede propria tutte le relazioni urbane principali in particolare gli itinerari di accesso dai quartieri residenziali verso i principali poli urbani.

Pums, tabella tempi di percorrenza dal centro Pums tabella rete ciclabile

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