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Parere favorevole in V Commissione alle tariffe Tari. L’assessore Brasini: “Nessun aumento per il 2016, confermate esenzioni e agevolazioni”

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Nessun aumento alla Tari e confermate tutte le agevolazioni, esenzioni e detrazioni già introdotte nel 2015. L’approvazione delle tariffe per la tassa sui rifiuti per il 2016 è stato tra gli argomenti in discussione questa mattina in V Commissione consiliare, che si è espressa con parere favorevole con 16 favorevoli e 8 contrari.

“Per l’anno in corso non ci saranno ritocchi al rialzo sulla Tari – spiega l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – e verrà confermato dunque quell’impianto tariffario che ci ha permesso di eliminare sperequazioni tra le diverse categorie, tenendo fede ad uno dei principi fondamentali del nostro bilancio, la garanzia dell’equità fiscale. Tariffe, lo ricordo, che sono in linea se non inferiori rispetto agli altri capoluoghi del Paese e che negli ultimi cinque anni a Rimini hanno avuto un trend di aumento più contenuto rispetto a gran parte dei capoluoghi in Emilia Romagna”.

L’impianto tariffario è stato deciso sulla base del piano economico finanziario per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, approvato il 5 aprile scorso dal Consiglio locale di Atersir, per un ammontare complessivo del servizio Tari pari a 39.890.000 euro, somma che comprende anche i nuovi servizi previsti da Hera (pari a 100mila euro) e i costi amministrativi e di riscossione.

Si ricorda che dal 2014 la Giunta ha deciso di reinternalizzare la gestione dell’attività amministrativa della Tari, attività che fino al 2013 era in capo ad Hera e che comprende la bollettazione e tutte le attività necessarie per la riscossione, i controlli e gli accertamenti. “Nell’ultimo triennio, dal 2014 e 2016, l’aver riportato in house la gestione del tributo ci ha permesso un risparmio complessivo nei costi amministrativi, riscossione e contenzioso di quasi 1,9 milioni di euro rispetto al triennio precedente – precisa l’assessore – risorse che sono servite per contenere la tariffa”. L’intensa politica di contrasto all’evasione e all’elusione del tributo ha dato un ulteriore fondamentale contribuito all’azzeramento dell’aumento della tariffa. “Il primo step importante è stato l’aver incrociato le banche dati con il precedente gestore – spiega l’assessore Brasini – che ci ha permesso di individuare migliaia di posizioni ‘non corrette’. Una sacca di ‘evasione’ variegata, su cui l’amministrazione ha iniziato e continuerà in questi mesi a lavorare, procedendo con gli avvisi di accertamento. Il recupero del tributo evaso (3 milioni e mezzo per la Tares 2013 e circa 5 milioni per la Tari 2014) rappresenta lo strumento principale per garantire l’equità fiscale e soprattutto per continuare nel difficile lavoro di contenimento delle tariffe”.

Per i cittadini dunque non ci sono modifiche rispetto allo scorso anno. Le tariffe sono articolate per utenze domestiche o non domestiche, quest’ultime a loro volta suddivise in categorie. Sono previste tre rate (con scadenza il 16 giugno, il 30 settembre e il 16 dicembre), oppure si potrà versare l’intero importo entro il 16 giugno.

Parere favorevole (13 favorevolli e 5 contrari) dalla V Commissione anche al bilancio di previsione 2016-2018 di Rimini Holding, la società in house che raggruppa le partecipazioni, intere o parziali, detenute dal Comune di Rimini. “Per il triennio – sottolinea l’assessore – si prevede un utile di 2,6 milioni all’anno, confermando gli ottimi risultati ottenuti finora”. Il bilancio proposto dall’amministratore unico recepisce le linee di sviluppo indicate dal consiglio comunale per un piano di razionalizzazione delle partecipate dell’Amministrazione, che si sta attuando attraverso principalmente attraverso la privatizzazione parziale o totale di alcune società (vedi la vendita della quota azionaria del 20% del capitale sociale di Amfa) e la fusione per incorporazione di altre (ad esempio Amir in Romagna Acque). A questo si affiancano azioni di spending review e snellimento amministrativo, attraverso la riduzione degli organi amministrativi e dei collegi sindacali e di pari passo la riduzione dei loro compensi.

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