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Patto del lavoro: Comune, sindacati e categorie insieme per favorire l’occupazione

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Declinare a livello locale il ‘Patto per il lavoro’ della Regione Emilia-Romagna. Con questo obiettivo il Sindaco del Comune di Rimini, Andrea Gnassi, e il Vicesindaco, Gloria Lisi, hanno ospitato questa mattina le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, le istituzioni del mondo della scuola, della formazione, del terzo settore, aderenti al patto del lavoro regionale.

Si tratta di un primo passo, concreto, verso la realizzazione e sottoscrizione di un patto territoriale per il lavoro, lo sviluppo e la coesione sociale, che colga le specificità del territorio riminese, in una logica corale e di sistema. Sono state definite le tempistiche e la road-map: entro un mese il Comune di Rimini si impegnerà a  proporre una bozza in cui saranno inseriti anche i contributi provenienti dai soggetti coinvolti.

“Interpretare in chiave locale – è stato il commento del Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – il nuovo patto per il lavoro regionale, che ha come obiettivo prioritario la creazione di nuova occupazione nel breve e medio periodo, non è solo un obiettivo pratico che ci poniamo oggi, ma un impegno che come territorio ci diamo per cambiare  le modalità di relazione e il metodo di lavoro. Questo lo si fa dando al patto regionale quel tratto di dinamismo tipico del nostro territorio, e, tramite la consapevolezza che ognuno può e deve fare la sua parte, esercitando una assunzione di responsabilità verso la propria comunità. Abbiamo eccellenze, a partire da quelle in ambito turistico, fieristico e congressuale, del wellness, che dobbiamo fare emergere e far pesare nelle sedi regionali, dove da oggi ci dobbiamo impegnare tutti per risultare più uniti per portare a casa risorse e risultati. Sulla sanità, con il ruolo giocato nella costituzione dell’ area vasta Romagna, sullo sviluppo della Fiera (Ecomondo, Rimini Wellness, Sigep e Macfruit) e sull’innovazione del distretto turistico (con il tema waterfront, sviluppo culturale e urbanistico), rappresentiamo nei fatti l’eccellenza di una regione nei confronti della quale dobbiamo però imparare a relazionarci in maniera più efficace. Una svolta culturale e di metodo. A Rimini nord, per essere concreti, il Comune di Rimini può già mettere a disposizione terreni e risorse, un tempo dedicati al mattone, per la realizzazione di un polo della salute dedicato al wellness e al benessere. Si tratta di unire le nostre risorse con le competenze dell’ Università di Bologna – Campus di Rimini (che tra l’altro a Rimini ha il Dipartimento Scienze per la qualità della vita), con le scelte di Asl Romagna e il contributo delle associazioni di categoria e dei sindacati, perché queste operazioni portano migliaia di posti di lavoro in più. In questo senso va rimarcato ancora una volta il concetto che cambiamento porta con sé nuove opportunità occupazionali, e non sottrazione di lavoro. E’ complesso quantificare gli impatti occupazionali delle opere in cantiere o in prossimità di esecuzione nel Comune di Rimini ma certamente si sta parlando di alcune migliaia di nuovi posti di lavoro a cui poi aggiungere l’indotto”.

“A fronte di una crisi economica straordinaria – ha aggiunto Gloria Lisi, Vicesindaco del Comune di Rimini – dentro la quale spicca l’emergenza lavoro, ritengo doveroso per gli enti locali adoperarsi per condividere, insieme ai diversi attori del territorio, provvedimenti da intraprendere per migliorare le opportunità di lavoro per le cittadine ed i cittadini delle proprie comunità. È bene ricordare come la crisi economica in questi anni abbia colpito duramente anche sul nostro territorio, mettendo in difficoltà tante imprese locali e tante famiglie. Questo tema rappresenta per l’Amministrazione comunale di Rimini una priorità; per questo l’azione va impostata con una particolare attenzione al metodo e al merito.  Nell’invitare le associazioni economiche e le organizzazioni sindacali al confronto, vorrei dunque sottolineare una tensione al protagonismo del territorio nel contesto di una crisi che è del sistema lavoro nel suo complesso, così da ricostruire, anche attraverso la formazione, quella coesione sociale che si sta logorando e quell’attrattività che, da sempre, caratterizza la nostra comunità, la nostra città.”

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