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Proiezione di ‘Amarcord’ al Teatro Novelli: la dichiarazione del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi

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“Confesso di avere avuto alla vigilia qualche timore, considerato più di qualche esempio del passato. E’ ormai leggenda che ogni volta si proietti un film di Federico Fellini a Rimini la sala non riesca a riempirsi. Ho un ricordo plastico in questo senso: la notte del 1993 in cui Fellini ricevette l’Oscar alla carriera il cinema Fulgor era mezzo vuoto durante una retrospettiva celebrativa. Anche successivamente, ogni occasione analoga si tramutava nel risultato nell’ennesima conferma della storica ‘freddezza’ nel rapporto tra il Maestro e la su città natale.

Vedere ieri sera il ‘tutto esaurito’ al Novelli per la proiezione dell’Amarcord, restaurato grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, non solo è stato emozionante, commovente e deliziosamente iconoclasta (nel senso che si è demolito quello che ormai era un luogo comune) ma credo interpretabile con il desiderio della nostra comunità di riconoscersi finalmente nella bellezza e in una forte identità. La bellezza di un capolavoro che, al di là del supporto (qua pellicola, là tela o marmo), vale le opere senza tempo di Leonardo o Michelangelo. L’identità di una città tradizionalmente disincantata e spesso distratta ma oggi in grado di porsi in modo diverso rispetto al suo passato, al suo presente e al suo futuro. La partecipazione emotiva delle quasi mille persone che hanno assistito per due ore a un film straconosciuto ma ieri sera ‘inedito’ ha un valore significativo, anche al di sopra del puro divertimento dato dall’assistere a una storia così meravigliosamente provinciale e universale allo stesso momento. C’è evidentemente la voglia di ri-conoscere Rimini, di ri-trovarla, di ri-vederla più bella; c’è una comunità più attenta a valorizzare i suoi ‘cervelli’ e i suoi luoghi, non più disposta a sacrificare e dimenticare le proprie eccellenze nel nome di un malinteso modernismo. Amarcord restaurato, la folla del Novelli, introducono idealmente all’apertura nella primavera prossima della Casa del Cinema ‘Federico Fellini’ (Cinema Fulgor) e quindi, a fine anno, al completamento del restauro del Teatro Galli. Un quadrante di città tra storia e futuro che, miscelando l’età romana con il Rinascimento e la grande opera verdiana con il cinema di Felini, consentirà a Rimini di fare della bellezza una leva per un nuovo  sviluppo e per una ritrovata appartenenza. In tal senso, già tra pochi giorni, con l’apertura ufficiale del foyer (il 17 settembre) e poi attraverso l’appuntamento della Sagra malatestiana con il pianoforte che suonò Giuseppe Verdi nel ridotto del Teatro Galli verranno piantati altri ‘semi’ a favore di una comunità che vuole smettere definitivamente i panni della cinica e indifferente. No, Rimini è piena di passione. Ci sono voluti i colori restaurati di Amarcord per metterlo in evidenza”.

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