Pubblicità

Violenza sulle donne: Presentato il protocollo per l’integrazione dei servizi territoriali a supporto di donne vittime di violenza. 182 gli accessi nel 2015 solo nei servizi del Comune di Rimini

0

Alla luce della crescente gravità del fenomeno della violenza sulle donne e delle importanti novità normative intervenute (sia a livello europeo che regionale) il Comune di Rimini, il Comune di Bellaria Igea-Marina, l’Unione della Valmarecchia e l’Azienda Usl della Romagna hanno avviato un percorso per integrare i servizi e le attività presenti sul territorio del distretto socio-sanitario di Rimini nord. Lo scopo è quello di dare una risposta organizzata e condivisa alle donne vittime di violenza e ai loro figli e rendere più efficaci ed efficienti gli interventi a loro rivolti. Per realizzare concretamente questa integrazione è stato predisposto un Protocollo di intesa tra i soggetti coinvolti in cui gli stessi si impegnano a definire linee operative comuni a livello territoriale, dall’accesso ai servizi fino alla presa in carico delle donne e dei loro figli.

Numeri importanti, se pensiamo che solo da gennaio a luglio 2015 sono stati 182 gli accessi nei diversi sportelli presenti nel Comune di Rimini. Tra questi 33 hanno riguardato casi di violenza o stalking, 16 consulenza psicologia alle vittime, 20 consulenza legale, 36 assistenza economica o lavorativa per uscire di casa e crearsi una nuova traiettoria di vita autonoma insieme ai figli. Oltre a questa tipologia di assistenza pratica gli sportelli presenti svolgono una intensa attività di informazione, sensibilizzazione, orientamento e accompagnamento.

I servizi presenti sul territorio.

Attualmente sul territorio del Distretto di Rimini nord sono presenti i seguenti servizi rivolti alle donne vittime di violenza:

– presso l’azienda USL Romagna-Ambito di Rimini: Progetto Dafne contro la violenza alle donne avente la finalita’ di sostenere le donne nel percorso di uscita dalla violenza attraverso interventi multidisciplinari integrati. L’operativita’ del progetto si attua tramite due protocolli: sanitario e sociale. Il Protocollo sanitario garantisce, attraverso un percorso formalizzato (ospedale e territorio) la presa in carico e cura della donna; il Protocollo sociale assicura la presa in carico, la protezione e l’accompagnamento della donna vittima di violenza;

– presso il Comune di Rimini: la Casa delle donne fornisce un servizio di  primo ascolto e informazioni anche a donne vittime di violenza al fine di indirizzarle ai servizi presenti sul territorio; presso la Casa delle donne sono attivi 5 sportelli nella fascia oraria pomeridiana.

– presso il Comune di Bellaria Igea Marina verrà attivato nel corso del corrente anno uno sportello di consulenza legale rivolto a donne che subiscono e/o hanno subito violenza;

Il Protocollo avrà quindi l’ obiettivo di integrare, formalizzare e mettere in rete i servizi a esclusiva tutela degli utenti.

Le attività messe in campo saranno poste in essere attraverso modalità condivise per una collaborazione più efficace con i soggetti del terzo settore.

In tale processo verranno successivamente coinvolti, per il perfezionamento dell’ intera azione pubblico-privato, gli enti statali territoriali (Autorità Giudiziaria e Forze dell’Ordine).

Dati violenza di genere primo semestre  AUSL 2015    

Le donne che hanno afferito ai servizi dell’A.USL per violenza di genere sono state, nel periodo di riferimento, 70, di cui 46 di nazionalità italiana. La loro età media è di circa 42 anni. Generalmente il titolo di studio di queste persone è medio alto, ma a tale buon livello di formazione non corrisponde di solito un pari livello di qualità lavorativa e, conseguentemente, di reddito. Ventidue di queste donne erano in stato interessante.

Rispetto al contatto con i servizi, 25 di queste donne vi si sono rivolte direttamente, di loro iniziativa; altre 41 sono invece state “avviate” ai servizi da soggetti terzi: altri servizi aziendali come ad esempio (e principalmente) i Pronto soccorso – Pronto Intervento e i Consultori, altre istituzioni tra cui le Forze dell’Ordine; le restanti 4 per canali diversi.

Tra le motivazioni dell’accesso sono presenti violenza sessuale, violenza fisica (percosse), violenza psicologica, violenza economica, spesso più forme di queste violenze contemporaneamente.

Share.

About Author

Leave A Reply